domenica 28 febbraio 2016

Consumismo e libertà

La cultura-snack
che piace a tutti


La cultura da “stimolante” a “tranquillante”, come dice Talcott Parsons, è uno strumento che mette in grado il sistema di “recuperare il proprio equilibrio”. Ma nella modernità tutto questo è cambiato.
La cultura snack della società liquida non fa differenze di classe. Non è più quella che serve a distinguere e a mantenere le "distanze" sociali, ma non è più neppure la cultura di massa, generalizzata e falsamente democratica.
Oggi è un prodotto che si consuma in fretta o si getta direttamente, come un avanzo deperibile. Permette una fruizione liberatoria e superficiale.
Liberatoria, perchè ritiene di essersi affrancata dal dominio oppressivo di una cultura omologonte, a rischio di essere trascinati dentro la logica del "pensiero unico" e adeguarsi all'esigenza di approvazione sociale.
Superficiale perchè la parcellizzazione cognitiva e la rapidità con cui la nuova cultura viene espulsa dalle coscienze, assicurata da un continuo processo di revisione e di aggiornamento che impone l'oblio dell'innecessario, rende questa cultura poco influente. Quasi un'epifania effimera di cui restano poche tracce.

La cultura snack che unisce tutti è pubblicato su La Lettura #222, Il Corriere della Sera del 28 febbraio 2016

lunedì 15 febbraio 2016

Eisenstadt: Sulla modernità

Quante modernità?
Tante,
tante, tante...
A volte un testo interessante può passare inosservato. Quello che è accaduto al libro Sulla modernità, edito da Rubbettino nel 2006 a cura di Luciano Pellicani.
Shmuel Eisenstadt, già docente di sociologia all'Università di Gerusalemme, ipotizza lo sviluppo di modelli autonomi di modernità nelle diverse civiltà, dunque modernità multiple. In quest'ottica sono leggibili  i movimenti sociali nel resto del mondo, altrimenti incomprensibili, e crolla invece la visione eurocentrica di un'unica modernità.

Di modernità ce ne sono tante. Qualcuna piuttosto oscurantista è pubblicato su La Lettura #220, Il Corriere della Sera del 14 febbraio 2016

domenica 31 gennaio 2016

Lentezza o velocità?


Bradipotipo: la lentezza che ci fa sentire sicuri
 

L'animale simbolo della lentezza continua ad attrarci, come il bradipo che a Quevedo, in Ecuador è rimasto abbracciato al guardrail, aspettando che qualcuno lo "salvasse" dal traffico e dal rumore impazzito dell'autostrada. Metafora dell'approccio lento a una vita che per gli umani è frenetica, il simpatico animale sorride e ci ricorda che chi è sempre in corsa perde la giusta distanza dalle cose. Difficile però rinunciare alla moderna esigenza di vivere di più, quindi più in fretta, di restare sempre giovani, quindi più veloci, di avere sempre lo slancio in avanti tanto esaltato dai Futuristi. 

Leggi l'articolo Il Bradipotipo pubblicato su Il Corriere della Sera del 31 gennaio 2016

Ascolta l'intervista sul "bradipotipo" a Miracolo italiano, in podcast su Radio Rai2, con Fabio Canino e Laura Piazzi

sabato 9 gennaio 2016

Bauman e Bordoni: Stato di crisi in Spagna e Brasile

Estado de crise
Il 2016 inizia con due traduzioni di Stato di crisi: in Spagna l'editore Paidós di Barcelona pubblica il 12 gennaio Estado de crisis in catalano, mentre in Brasile l'editore Zahar di Rio de Janeiro fa uscire Estado de crise in lingua portoghese.
Dopo l'edizione italiana di Einaudi (Torino), coreana di Donnyok Publishers (Seoul), ceca di Broken Books (Praga), sono ancora in lavorazione quella olandese e turca.



"Nesse livro indispensável, Zygmunt Bauman e Carlo Bordoni se debruçam sobre o atual contexto para debater esta nova crise mundial, fazendo uma análise inédita das questões que a sociedade líquida vem enfrentando. Os pensadores advertem que essa crise não é passageira. Por isso, é necessário que se entendam seus mecanismos a fim de estabelecer novos campos de atuação e luta"




"En el presente libro, el mundialmente célebre sociólogo Zygmunt Bauman y su compañero de viaje, Carlo Bordoni, exploran las dimensiones sociales y políticas de la actual crisis, no sólo económica"

Zahar editore - Estado de crise, Bauman-Bordoni
Paidós editore - Estado de crisis, Bauman-Bordoni 

Z. Bauman su El Pais, "La redes socials son una trampa"

lunedì 7 dicembre 2015

Cinema, fumetto, voglia di modernizzazione

Il (foto)romanzo di formazione
Il fotoromanzo come storia d'amore a fumetti simula la visione cinematografica e la sovrappone al feuilleton. Il mio Sogno, Bolero, Grand Hotel, Nous Deux fanno sognare il pubblico del dopoguerra, pronto a seguire il miraggio consumista, offrendo gli stessi attori conosciuti al cinema, poi in TV, in una sorta di "cinema dei poveri".
Soddisfano la fame di comunicazione, prima ancora della scolarizzazione diffusa e dell'introduzione della televisione, ponendosi come modello culturale come già aveva fatto il romanzo popolare.

Leggi l'articolo Il fotoromanzo di formazione pubblicato su La Lettura #210, Il Corriere della Sera del 6 dicembre 2015
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domenica 8 novembre 2015

Bronowski e Anders a confronto

Come dare un senso al futuro

Jacob Bronowski lo aveva già scritto: "Non crediamo più nella nostra capacità di controllare il futuro".
La pubblicazione postuma dei suoi saggi, Un senso del futuro, ristampata da Edizioni di Comunità (traduzione di Ettore Capriolo, 2015), ripropone la riflessione sul tema del futuro. 

Negli stessi anni in cui scrive Bronowski, G. Anders (L'uomo è antiquato, 1956) riconosce l'inadeguatezza degli strumenti di comprensione e intervento su una realtà ormai troppo tecnologizzata, che vede un uomo "antiquato", ormai in difficoltà nella determinazione del proprio futuro.

L'articolo Preoccupa il presente (il domani non è più radioso) è pubblicato su La Lettura #206, Il Corriere della Sera dell'8 novembre 2015

mercoledì 3 giugno 2015

La bustina di Minerva di Umberto Eco

La società liquida

Nella bustina di Minerva apparsa sul numero 22 dell'Espresso Umberto Eco riprende il concetto di liquidità di Bauman e ne traccia le possibili evoluzioni, attraverso una lettura del testo Stato di crisi, edito da Einaudi.
Che cosa si potrà sostituire alla liquefazione della società moderna?
C'è un modo per sopravvivere alla liquidità?
Per capire servono nuovi strumenti, ma la politica non ha ancora compreso la portata del fenomeno.


Leggi l'articolo La società liquida pubblicato su L'Espresso n. 22/2015 
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